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Per esprimere lo spirito e lo scopo di SlowCha, ci affidiamo al pensiero del gran maestro Sen Shoshitsu XIV della scuola di Cha No Yu Giapponese Urasenke, che con semplici ma profonde parole descrive il giusto sentimento per avvicinarsi al tè ed alla sua cultura.


Coloro che aspirano a seguire la Via del Tè si guardino dalla gelosia: mettersi al centro, invidiare gli altri, provocarli: questo è imperdonabile.
Sappiate quale è il vostro dovere e, immergendovi giorno dopo giorno nella Via del Tè, sarete ricompensati e raggiungerete la felicità. Più vi volgerete agli altri, più limpida sarà la vostra posizione ai loro occhi. Di fronte a una situazione delicata, vogliamo sempre fare bella figura: ma se ci rammentiamo dell’umiltà di cuore dell’ospite della stanza del Tè (poiché egli conosce il senso della spiritualità del Tè), allora questa smania di attaccarsi al potere per se stesso sarà ricondotta al suo giusto valore, perché solo allora i limiti della vostra forza saranno evidenti. Giungere al potere spirituale esige che sappiate afferrare l’occasione quando si presenta: consacratevi allo studio ed alla pratica. La vita conta numerosi falsi saggi che gareggiano l’uno con l’altro: nessuna azione può essere più condannabile.

La Via non è mai esclusione! Essa è aperta a tutti quelli che vogliono seguirla, ma quelli che la imboccano hanno assoluto bisogno di coloro che li hanno preceduti.
S.

Lo spirito dei fondatori di SlowCha si rispecchia in queste parole, in particolare nel fatto che il tè “non è mai esclusione” e che questo lungo percorso di conoscenza non possa essere realizzato se non collettivamente, diremo oggi: con una “community”.

SlowCha è dunque aperta a tutti coloro che si occupano di tè in Italia, così come chi muove i primi passi in questo mondo.

La nostra è una associazione libera: rifiuta contributi economici ed in natura da professionisti e mercanti del tè, rifiuta le logiche di guadagno di blogger ed influencer e fa attività divulgativa e culturale sul tè con il solo scopo di coprire le spese sociali (non paghiamo stipendi e lavoriamo tutti come volontari).

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